Presentazione del "Frisellario"

Nel mondo dei bambini

Save the children

Science needs Women

MAN

Anna

Anna

 27 Gennaio 2014

Giorno della Memoria

 

Ho conosiuto la tua voce senza sentire suono

ma il tuo grido muto,

tagliente come lama,

acuto come spillo,

si è infisso per sempre

nelle mie orecchie di bambina.

E quando,dopo aver letto il tuo diario,

ho calpestato il tuo pavimento,

guardato dalle tue finestre,

immaginato la tua vita,

Anna,

il tuo dolore è diventato il mio.

E più volte ho immaginato finali diversi,

odiato chi,

feroce,

ha condannato te e la tua famiglia.

Ora quel tuo diario legge mia figlia,

negli occhi  la stessa domanda,

l'angoscia di non aver risposta.

Ripenso alle tue parole di bimba,

memoria di un quotidiano brutale

che divenne abitudine,

mentre lo strazio del tuo volo spezzato

incombe, macigno sul cuore.

Ti ho pianta e ti piango,

lontana amica rimasta fanciulla,

e la tua voce è coro con quella

di chi, come te

ha guardato bambino un mondo spinato.

Ed io, mi vergogno dell'Uomo.

Il Corpo delle Donne

Old vs. New Disney Princesses

Malala parla all'ONU.

Malala. Il coraggio di continuare a percorrere la strada della determinazione di genere.

La giovane fu sparata alla testa dai talebani mentre accompagnava bambine a scuola promuovendo il diritto delle femmine ad avere una cultura. Ha combattutto tra la vita e la morte, ed ora parla alle Nazioni Unite. Sulle spalle lo scialle bianco di Benadir Butto. Amore per Malala e per tutte le donne che come lei hanno il coraggio di difendere le sorelle di genere.

Margherita Hack: Omaggio alla grande astrofisica fiorentina

Margherita Hack: Omaggio alla grande astrofisica fiorentina

Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.

 

Nasce in una famiglia in cui il padre, di religione protestante, lavora come contabile e la madre, cattolica, diplomata all'Accademia di belle arti, è miniaturista presso la prestigiosa Galleria d'arte degli Uffizi. I genitori, entrambi critici e non soddisfatti ognuno della propria appartenenza religiosa, aderiscono alle dottrine teosofiche instaurando rapporti con un ambiente che in futuro sarà loro di sostegno durante i momenti difficili.

Non simpatizzanti del regime fascista di Mussolini, sono vittime di discriminazioni. Sono inoltre vegetariani convinti e trasmetteranno questa filosofia alla figlia Margherita.

 

Frequenta il liceo classico e inizia a praticare pallacanestro e atletica, ottenendo discreti risultati a livello nazionale nel salto in alto. Nel 1943 all'Università di Firenze, dove frequenta la Facoltà di Fisica, dopo dieci anni ritrova l'amico di infanzia Aldo, che sposa l'anno successivo.

 

Nel 1945, a guerra finita, Margherita Hack si laurea con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili. Il lavoro viene condotto presso l'Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale inizia a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca.

 

Inizia un periodo di precariato come assistente presso lo stesso Osservatorio e come insegnante presso l'Istituto di Ottica dell'Università di Firenze. Nel 1947 la Ducati, industria milanese che inizia a occuparsi di ottica, le offre il primo impiego. Margherita accetta, si trasferisce con la famiglia, mo dopo un solo anno sente l'esigenza di tornare al "suo" ambiente universitario, a Firenze.

 

Dal 1948 al 1951 insegna astronomia in qualità di assistente. Nel 1954 ottiene la libera docenza e, appoggiata e spinta del marito, inizia la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando con la carta stampata. Margherita chiede ed ottiene il trasferimento all'Osservatorio di Merate, vicino Lecco, una succursale dello storico Osservatorio di Brera.

Nello stesso periodo tiene corsi di astrofisica e di radioastronomia presso l'Istituto di Fisica dell'Università di Milano. Inizia a collaborare con università straniere in qualità di ricercatore in visita. Accompagnata dal marito, che la segue in ogni spostamento, collabora con l'Università di Berkeley (California), l'Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l'Institut d'Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l'Università di Città del Messico.

 

E' il 1964 quando diviene professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste. In qualità di professore ordinario assume l'incarico della direzione dell'Osservatorio astronomico. La sua gestione durerà per più di vent'anni, fino al 1987, e darà nuova linfa ad un'istituzione che in Italia era ultima sia per numero di dipendenti e ricercatori, che per qualità della strumentazione scientifica, arrivando a darle risononza anche in campo internazionale.

 

L'enorme sviluppo delle attività didattiche e di ricerca che Margherita Hack ha promosso in università, ha fatto nascere nel 1980 un "Istituto di Astronomia" che è stato poi sostituito nel 1985 da un "Dipartimento di Astronomia", che la scienziata ha diretto fino al 1990.

Dal 1982 Margherita Hack ha inoltre curato una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della 'Scuola internazionale superiore di studi avanzati' (Sissa).

 

Ha alternato la stesura di testi scientifici universitari, alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato "Stellar Spettroscopy", scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve(1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale.

 

Nel tempo ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista "L'Astronomia" di cui sarà direttore per tutta la vita. Nel 1980 ha ricevuto il premio "Accademia dei Lincei" e nel 1987 il premio "Cultura della Presidenza del Consiglio".

Margherita Hack è stata membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.

 

Nel 1992 ha terminato la carriera di professore universitario per motivi di anzianità, continuando tuttavia l'attività di ricerca. Nel 1993 è stata eletta consigliere comunale a Trieste. In pensione dal 1997, ha comunque continuato a dirigere il "Centro Interuniversitario Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia" (CIRAC) di Trieste, dedicandosi a incontri e conferenze al fine di "diffondere la conoscenza dell'Astronomia e una mentalità scientifica e razionale".

 

Margherita Hack si è spenta a Trieste il 29 giugno 2013 all'età di 91 anni.

Il silenzio uccide la Dignità

Progetto Penelope contro la violenza sulle donne

Progetto Penelope contro la violenza sulle donne

Il progetto Penelope, finanziato dal dipartimento per le pari opporunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha espresso oggi la volontà di voler rafforzare le politiche e le pratiche d'intervento per la prevenzione della violenza su donne e minori presso i centri antiviolenza che operano sul territorio. A Pescara, nelle ultime ore, si è tenuto un convegno in merito per parlare di queste problematiche. A seguire il video sull'argomento trattato.

Video - Progetto Penelope contro la violenza sulle donne

Violenza sulle donne: le nuove norme

Violenza sulle donne: le nuove norme

Nuove norme a difesa delle donne da compagni violenti: il governo nel decreto annunciato per il sovraffollamento carcerario, che doveva approdare oggi al consiglio del ministri, ma che all’ultimo momento si è deciso di far slittare a martedì prossimo, ha inserito un lungo capitolo dedicato alla violenza domestica.

Con una logica un po’ all’americana, senza andare a toccare più di tanto il codice penale, è la polizia che è chiamata a intervenire con strumenti inediti. In caso di lesioni personali, che attualmente sono punibili solo su querela della persona offesa, e come si sa non sono poi così tante le moglie che denunciano i mariti maneschi, si prevede che i questori possano intervenire in autonomia con un «ammonimento» al violento. Anche in assenza di querela.

Sarà sufficiente che la polizia venga informata da qualcuno, che peraltro è garantito dall’anonimato, per chiamare d’ufficio il coniuge violento e intimargli di finirla con «tutti gli atti, non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare». Nè si dimenticano gli ex. Nell’ammonimento potranno cadere «attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima». Perché poi l’interessato capisca che non si scherza, il questore può chiedere al prefetto anche una misura accessoria: la sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi.

La Nostra Posta

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